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      La Qualità nel settore sanitario

 

 

       

La Qualità nelle Strutture sociosanitarie: L’errore evitabile
 

Negli ultimi anni si è assistito ad un costante aumento del contenzioso fra l’apparato sanitario ed i cittadini. Ciò può essere ricollegato sostanzialmente a distorsioni del rapporto uomo/sistema o paziente/medico.
Secondo il Tribunale per i Diritti del Malato (dati 2002), gli errori in sanità sono riconducibili a diagnosi errate (interpretazione errata di un test o indagini strumentali, ritardo di diagnosi, errore, uso di test diagnostici non appropriate) e terapie errate (inadeguatezza qualitativa dell’esecuzione del trattamento, violazione dei protocolli, mancata o inadeguata valutazione, trattamento ritardato, terapia inappropriata, dosaggio errato di un farmaco o suo uso inappropriato). Inoltre, un elemento di non poco spessore indica che la conflittualità fra paziente/utente e struttura sanitaria è data in misura rilevante dall’assenza di un rapporto umano ottimale col medico e dal suo comportamento scorretto dal punto di vista deontologico.

Questi dati, sebbene a prima vista tendano ad indicare l’errore del singolo, in realtà, ad una lettura più attenta rilevano che questo è solo l’ultimo di una serie di eventi che coinvolgono l’intera struttura organizzativa.

Infatti, le analisi degli “eventi errore” che si verificano nelle strutture sanitarie del nostro Paese mettono in risalto una serie di avvenimenti comuni dati in primis dalla ripetitività dell’errore sia per tipo che per area specialistica (soprattutto Ortopedia e Traumatologia, Oncologia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia generale), dal verificarsi di diagnosi tardive per sottovalutazione o mancato riconoscimento del sintomo, dalla leggera prevalenza dei dati relativi agli errori nei piccoli centri o nei reparti di Pronto Soccorso.

Da tutto ciò si può evincere che l’errore può essere un evento evitabile e come tale preventivabile. Lo stesso ministro Sirchia, di recente, ha dichiarato: “i servizi sanitari italiani non operano in regime di qualità e gli errori medici devono essere valutati secondo un sistema di qualità”.
Per tali motivi ha proposto l’idea della certificazione UNI EN ISO 9001:2000 per le strutture sanitarie.

Il metodo DMG Consulting per l’implementazione della norma UNI EN ISO 9001:2000 può realizzare una serie di soluzioni atte a migliorare le condizioni di sicurezza e gestione dell’esercizio della pratica medica ed assistenziale:

  • individuando e rispettando le necessità del paziente/utente, con l’obiettivo di superare le Sue aspettative;

  • creando, all’interno dell’organizzazione, una nuova cultura manageriale nella quale i responsabili di area e funzione creino un ambiente interno nel quale tutto il personale sia pienamente responsabilizzato e coinvolto nel perseguire gli obiettivi prestabiliti attraverso la motivazione, la formazione e l’informazione;

  • gestendo le varie risorse ed attività come un processo al fine di rendere evidente cosa fare, quando e come;

  • acquisendo la capacità di individuare il sistema dei processi e comprenderne le relative correlazioni quale elemento condizionante della competitività dell’organizzazione;

  • applicando il principio del miglioramento continuo quale obiettivo permanente del sistema sanità attraverso il costante monitoraggio e la registrazione delle attività organizzative;

  • basando le decisioni strutturali su analisi logiche di dati ed informazioni attendibili;

  • stabilendo un rapporto di reciproco beneficio con tutti i fornitori del sistema al fine di migliorare l’abilità di questi ultimi a creare valore.

La DMG Consulting mette a disposizione (delle Aziende interessate) la propria esperienza affinché verifichino cosa vuol dire certificare UNI EN ISO 9001:2000 una struttura sociosanitaria e quali vantaggi ne scaturiscono: diagnosi

 

Sistemi di gestione per la qualità: Accreditamento e Certificazione in sanità

Il mondo della Sanità pubblica in Italia ha vissuto, per decenni, in uno stato di semi torpore, di staticità consolidata da anni di assistenzialismo e totale assenza di stimoli innovativi. Oggi questa visione e stato di cose stanno cambiando rapidamente.

L’introduzione, infatti, del sistema dell’Accreditamento quale strumento messo in opera da o per conto dei governi senza il quale un’organizzazione non è autorizzata ad operare ed a convenzionarsi con il sistema pubblico, ha permesso l’evoluzione, in positivo, dell’organizzazione del SSN.
Proposto come strumento volontario in molte Nazioni, in Italia è stato reso obbligatorio assumendo la denominazione di Accreditamento Istituzionale per tutte le strutture che vogliono erogare prestazioni in nome, per conto ed a carico del SSN.

L’Isqua -International Society for Quality in Health Care ha definito l’accreditamento come un “Processo di autovalutazione e di revisione esterna fra pari utilizzato dalle organizzazioni sanitarie per valutare accuratamente il proprio livello di performance relativamente a standard prestabiliti e per attivare modalità di miglioramento continuo del sistema sanitario”.
Esso è sostanzialmente un processo di valutazione sistematico e periodico svolto da un'agenzia esterna o da un altro organismo, il cui obiettivo è quello di verificare il possesso da parte dei servizi sanitari di requisiti predeterminati relativi alle condizioni strutturali, organizzative e di funzionamento che si ritiene influiscano sulla qualità dell'assistenza.

Questo processo valutativo è finalizzato ad indirizzare i processi, i risultati e le strutture al miglioramento continuo dei sistemi di erogazione dell’assistenza sanitaria.

Nel nostro Paese, il D.Lg. 502/92 da la competenza alle regioni per definire i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi richiesti per l’esercizio delle attività sanitarie; esso e la successiva modifica con il D.Lg. 229/99 hanno introdotto quei concetti attraverso l’eborazione dei quali le Strutture Sanitarie possono acquisire gli strumenti in grado di soddisfare queste nuove esigenze. In particolare, l’Articolo 8-octies - Controlli del D.Lg. 229/99 riporta che: “La Regione e le aziende unità sanitarie locali attivano un sistema di monitoraggio e controllo sulla definizione e sul rispetto degli accordi contrattuali da parte di tutti i soggetti interessati nonché sulla qualità della assistenza e sulla appropriatezza delle prestazioni rese”.

I criteri attraverso i quali le regioni devono determinare i requisiti ulteriori di accreditamento sono esplicitati nel D.P.R. n. 4 del 14 gennaio 1997: "Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni e alle Province Autonome in materia di requisiti strutturali, strutturali ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle Strutture pubbliche e private".

Valutazione e miglioramento della qualità: Tali attività hanno lo scopo di garantire all'utente che le prestazioni od i servizi ricevuti siano di buona qualità. Per iniziative di valutazione e miglioramento della qualità si intendono progetti che prevedono:

1) l'identificazione di un problema (intesa come occasione di miglioramento);
2) la determinazione delle cause possibili;
3) la definizione dei criteri, degli indicatori e dei livelli soglia di buona qualità;
4) la progettazione e l'effettuazione di uno o più studi per precisare la differenza tra i valori attesi e quelli osservati nonché per identificare le cause di tale discrepanza;
5) la progettazione e l'effettuazione dell'intervento migliorativo;
6) la valutazione di impatto a breve e medio termine dell'intervento migliorativo nei confronti del problema affrontato;
7) la diffusione dei risultati a tutti gli interessati. Tali iniziative possono riguardare processi/esiti di prestazioni dirette agli utenti o processi/esiti delle attività di supporto (gestionali, organizzative, amministrative, etc.)”.

Un’analisi, anche superficiale, permette di individuare come questi requisiti rispondano pienamente a quelli di qualità espressi nella Norma UNI EN ISO 9001:2000.

Accreditamento e Certificazione sono, quindi, gli strumenti in grado di dare valore aggiunto al nostro SSN. Essi, sebbene uno risponda a criteri di obbligatorietà e l’altro a criteri di volontarietà, non sono discordanti fra loro ma complementari perchè si basano su principi comuni:
- Importanza data al miglioramento ed all’innovazione;
- Soddisfazione delle parti interessate, sia esse interne che esterne e soddisfazione e crescita professionale del personale;
- Importanza della valutazione dei risultati sia economici che di raggiungimento degli obiettivi, di altro genere, prefissati;
- Riconoscimento dell’importanza che le prestazioni erogate siano efficaci;
- Approccio per processi alla gestione del Sistema;
- Utilizzo di indicatori e di eventi sentinella per il monitoraggio e l’eventuale prevenzione/correzione di carenze del Sistema.

Per questi motivi DMG Consulting suggerisce un processo di erogazione del servizio conforme alla normativa UNI EN ISO 9001:2000 improntato su quattro punti fondamentali:
à Migliorare le prestazioni del servizio attraverso l'attenta analisi dei processi gestionali, clinici ed assistenziali al fine di individuare, gestire e prevenire i rischi e migliorare l'interazione fra i diversi servizi aziendali.
à Migliorare la soddisfazione dell'utente/paziente attraverso il riordino del sistema aziendale (in ottica Vision) e la valutazione del livello di qualità percepita.
à Aumentare l'efficacia e l'efficienza delle prestazioni attraverso una precisa analisi di monitoraggio e misurazione del servizio erogato.
à Ridurre i costi attraverso una gestione del processo di budget che integri produzione, costi e qualità dei risultati dell'attività socio-sanitaria al fine di aumentare l'efficienza, la sicurezza e la qualità delle cure.

La Qualità nel settore sanitario

Il problema della qualità nel settore sanitario può essere fatto risalire almeno ai primi del ‘900, quando Eugene Codman sosteneva, con non poca originalità: “Mi definiscono un tipo eccentrico perché in pubblico dico che: gli ospedali, se vogliono migliorare, devono dichiarare quali sono i loro risultati, devono analizzare i loro risultati, per trovare i loro punti forti e i loro punti deboli…”.

Qualcuno potrebbe notare come ad oggi, poco è stato aggiunto e forse, in parte, è vero. L'approccio della qualità è stato visto fino ad oggi come approccio all'errore sempre ricondotto alla ricerca della responsabilità individuale. Alla base di tale approccio di gestione dell'errore, è sempre esistito il fattore individuale che poteva essere determinato da negligenza, superficialità dell'operatore, inosservanza di regole o protocolli, dimenticanze o disattenzione, demotivazione, fino all'incompetenza professionale.
Questa visione del problema, per molto tempo accettata come miglior modo per gestire e determinare la Qualità nella Sanità sta’ dimostrando tutti i suoi limiti e la sua superficialità. Infatti, ci si è resi conto di come questo senso di sicurezza fosse solo apparente, non risolvendo il problema di fondo che è quello di eliminare le cause dei possibili errori. Questo differente modo di considerare l'errore umano ha favorito lo sviluppo di una metodologia di tipo sistemico per l'analisi degli incidenti.
L'assunto teorico di base di questo metodo è che, se l'errore è atteso, il modello di gestione deve necessariamente essere indirizzato sul sistema e sull'ambiente in cui il professionista sanitario opera, cercando di progettare e realizzare sistemi che rendano difficile alle persone fare le cose sbagliate e che "rendano invece facile fare le cose giuste".

Il concetto di miglioramento dei Sistemi Sanitari si deve basare quindi su tre punti fondamentali:
- Cultura: i Sistemi Sanitari devono mettere a disposizione risorse umane, integrando i saperi multidimensionali e multidisciplinari, a servizio di tutti.
- Opportunità: utilizzare bene le risorse al fine di evitare gli sprechi.
- Qualità: insita nel concetto stesso di Sistema Sanitario in quanto lo scopo della Sanità è quello di “fare del bene” .

In questo contesto, sono molte e differenti le conoscenze chiamate in campo: cliniche, epidemiologiche, economiche, aziendali, organizzative, sociologiche. L’unione di tutte queste contribuisce a fare di una struttura socio-sanitaria una realtà oggettiva “buona”, ma spesso queste si scontrano perchè possiedono verità diverse, per poca conoscenza reciproca, per una non corretta indipendenza gestionale e decisionale: ognuno è specializzato nel proprio settore e non si occupa dell’altro.
Fondamentale è quindi mettere insieme tutte queste risorse, uniformare gli intenti definendo obiettivi e risultati da raggiungere insieme.

Alla luce di queste premesse il miglioramento dei Sistemi Sanitari che si può ottenere con le risorse già presenti, dev’essere incentrato su:
- centralità della persona
- fare la cosa giusta la prima volta, sempre
- lavorare per processi ed obiettivi
- prendere decisioni sulla base dei risultati
- lavorare come una quadra.

E’ necessario solo tirare fuori la buona Qualità che c’è già.

Questi sono alcuni dei motivi per cui è conveniente, oltre che necessario, applicare un Sistema di gestione della Qualità e su cui si basa il metodo DMG Consulting Europa per la sua implementazione seguendo i requisiti della norma UNI EN ISO 9001:2000.

 
   

La Totale Soddisfazione del Cliente è il primario obiettivo della DMG Consulting.

 

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